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Dopo Pontelagoscuro e Torino, il progetto "acchiappa rifiuti" Il Po d'aMare, realizzato con il coordinamento istituzionale dell’Autorità Distrettuale del fiume Po e in collaborazione con Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Castalia Operations e Corepla, arriva a Parma per intercettare i rifiuti galleggianti.
Il progetto agisce direttamente sul principale corso d’acqua italiano intrappolando la plastica prima che possa raggiungere il mare. A causa della sua straordinaria estensione, il Po potrebbe essere destinatario di grandi quantità di rifiuti che incidono significativamente sull’inquinamento del mare Adriatico. I rifiuti raccolti dalle barriere collocate a Sacca di Colorno, verranno quindi presi in carico da piccole imbarcazioni e una successiva accurata selezione ne consentirà l’inserimento nel sistema di riciclo nazionale attraverso il loro invio agli appositi centri di raccolta.
 
Stimolare la ricerca per innovare ed arricchire le proposte nel campo della raccolta e del riciclo degli imballaggi in plastica, è l'obiettivo di Corepla. Con questo progetto andremo ad analizzare le fonti di provenienza, la tipologia e le quantità dei rifiuti, in plastica in particolare, trasportate in questo importante tratto del fiume Po. La plastica raccolta verrà poi selezionata per massimizzarne il riciclo sviluppando anche nuovi utilizzi del materiale riciclato. Un'iniziativa che va ad arricchire le precedenti sperimentazioni del progetto "Il Po d'aMare" avviate prima a Ferrara e ora a Torino e che nel loro insieme svilupperanno con modalità fortemente d'avanguardia e in stretta collaborazione con Imprese, Amministrazioni pubbliche e Istituzioni, una puntuale informazione oltre che una maggiore salvaguardia del territorio, delle vie fluviali e del mare” ha dichiarato Antonello Ciotti, Presidente Corepla.
 

 

 

 

 

 

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