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Forse meno nobile del filo di seta, ma certamente più utile per l’ambiente il nuovo filato ricavato dal riciclo delle bottiglie di plastica, che a Como sono riusciti a tessere ricavandone addirittura tessuti di pregio. Un piccolo miracolo compiuto dai privati con il beneplacito di Palazzo Cernezzi, per vestire gli uomini che si occupano della raccolta differenziata con pettorine e divise ad alta visibilità ricavate dalla plastica raccolta in città. Un risultato dal valore fortemente simbolico, come ha sottolineato ieri lassessore all’Ambiente, Bruno Magatti. «Como e moda viaggiano insieme da sempre e tuttora la tradizione tessile rappresenta un’importante fonte economica per la nostra città – ha spiegato. La possibilità di trasformare i rifiuti in una risorsa dipende anche da noi: contribuire al riciclo del Pet innesca un sistema virtuoso le cui ricadute economiche coinvolgono tutti. Il cittadino può, finalmente capire di esser parte di un sistema economico complesso e con il suo comportamento può assumere una piccola ma significativa responsabilità».
Il Pet (polietilentereftalato) ha il vantaggio di essere molto leggero, impermeabile, resistente e sicuro e per queste caratteristiche, è la plastica più utilizzata per imbottigliare l’acqua minerale e altre bevande.
Completamente riciclabile questo materiale è rimodellabile più e più volte e può essere utilizzato anche per produrre tessuti. «Per questo è importante differenziare i rifiuti e dividerli negli appositi contenitori - ricorda Magatti - Se ben differenziati, infatti, i rifiuti potranno essere trasformati ed avere una seconda vita». Dietro al miracolo una rete di imprese tessili «Il Filo d’Oro», guidate dai comaschi Graziano Brenna, Ambrogio Taborelli e Sandro Tessuto, dal pratese Andrea Belli e dal trevigiano Andrea Ongetta, ai quali si sono associati come fornitori di materia prima Unindustria Como, Corepla, A2A spa e Aprica che in città è responsabile della raccolta rifiuti.
«Questo tessuto oltre a fare bene all’ambiente ha anche molto mercato proprio grazie alla sua versatilità - spiega Graziano Brenna – Dall’abbigliamento tecnico all’alta moda, passando per il tessuto per l’arredo. Il filo ricavato dal Pet è d’oro in tutti i sensi».
Nell’anno di Expo a Como, dove la raccolta differenziata è salita al 65%, si punta a raggiungere il saldo zero tra plastica prodotta e riconvertita. «Per questo in collaborazione con il Comune abbiamo aderito a un progetto che da qui a fine anno coinvolgerà le scuole - prosegue Fausto Cancelli, responsabile operativo di Aprica – Vogliamo mostrare ai ragazzi come il loro impegno in una corretta raccolta differenziata, può dare risultati concreti». Sono 3.621 i ragazzi che saranno impegnati nella raccolta straordinaria, suddivisi tra 29 classi della scuola dell’infanzia, 70 della scuola primaria e 35 della secondaria di primo grado.
Sempre nelle scuole sarà indetto il concorso “Vesti una bottiglietta” che consiste nell'impiego di materiali di riciclo per trasformare una bottiglia di plastica in un nuovo oggetto; il 22 maggio a Palazzo Cernezzi saranno premiate le tre creazioni più originali, ed è anche in programma una sfilata di moda organizzata dalla Ripamonti in cui le modelle indosseranno tessuti ricavati dal Pet.
Ci avevano pensato anche a Parigi ma Como, è proprio il caso di dirlo, ha tagliato per prima il filo.. di PET.


Da sinistra: Marinelli (Aprica), Ass. Magatti (Comune di CO), Baccaro (Comune di CO), Di Molfetta (Corepla), Brenna (Il Filo d'Oro), Cancelli (Aprica)

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