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Il nostro Progetto pilota “Il Po d’AMare”, che prevede tecniche innovative per intercettare e riciclare i rifiuti presenti nelle acque fluviali, diventa solidale.

Corepla e l’associazione Waste Free Oceans (WFO), in collaborazione con Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Castalia, Autorità distrettuale del bacino del Po con il patrocinio del Comune di Ferrara e Aipo, hanno utilizzato parte dei rifiuti plastici raccolti nel fiume Po con barriere sperimentali in polietilene per realizzare innovativi pannelli, utilizzabili per costruire case rifugio a basso costo per comunità che hanno perso le loro abitazioni a causa di disastri naturali.

Il primo prototipo mondiale di “casetta/rifugio”, esposto alla Fiera Ecomondo a Rimini dal 6 al 9 novembre nel Padiglione B2, è stato realizzato con plastica riciclata proveniente sia dalla raccolta differenziata del circuito Corepla che dalla raccolta sperimentale sul fiume Po.

Giovedì 8 alle ore 15.00 presso lo stand CONAI/Consorzi all'interno del Padiglione B1 si terrà una conferenza stampa di presentazione alla presenza di tutti gli attori coinvolti in ogni fase: dalla raccolta, all'analisi, alla selezione, il riciclo, la produzione dei pannelli.


 

Waste Free Oceans ha sviluppato una serie di progetti denominati “Closing the loop” realizzati con varie aziende, con l’obiettivo di trasformare i rifiuti raccolti nei mari, nei fiumi e nei campi profughi in prodotti innovativi e sostenibili.

I granuli in plastica riciclata da Corepla sono stati inviati all’impianto Storm Board del gruppo inglese Protomax Plastics, azienda specializzata nella produzione di tavole in plastica riciclata che trovano impiego soprattutto nel settore dell’edilizia, e in seguito trasformati in pannelli destinati a costruire case rifugio.

I pannelli, velocemente montabili e smontabili, saranno inviati, al termine di Ecomondo, ad Atene per essere rimontati per la realizzazione del rifugio. 

Antonello Ciotti, presidente Corepla: "Il Po d’AMare diventa anche un Po solidale. Ci auguriamo infatti che questo progetto sperimentale di raccolta e riciclo della plastica avviato sul fiume Po possa favorire, oltre alla creazione di reti ed opportunità per i territori, le imprese e il sapere scientifico, anche un concreto strumento per affrontare situazioni di emergenza. Valorizzando così proprietà ed energie di questo materiale".

 

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