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Il Senato approva con 165 voti favorevoli, 49 contrari e 18 astenuti il ddl sugli ecoreati. Il provvedimento, dopo le modifiche apportate da Palazzo Madama, torna all'esame della Camera in terza lettura.

Il ddl introduce i nuovi reati di inquinamento ambientale, di disastro ambientale, i delitti colposi contro l'ambiente, il traffico e l'abbandono di materiale radioattivo, il reato di impedimento al controllo.

Stop anche alle trivellazioni non conformi alla direttiva comunitaria. In particolare viene vietato l'utilizzo della tecnica "air gun" o altre tecniche esplosive per le esplorazioni marittime e prevede pene da uno a tre anni. Il governo si impegna poi a non rilasciare nuove autorizzazioni relative alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione, stoccaggio di idrocarburi a mare e a non dare seguito ai procedimenti in corso di istruttoria.

Contemplata poi la non punibilità per chi, pur commettendo reati di inquinamento e disastro ambientale, si adopera a ripristinare lo stato dei luoghi inquinati. Il cosiddetto "ravvedimento operoso" prevede, comunque, la riduzione da un terzo alla metà della pena per chi si impegna fattivamente nel ripristino dello stato dei luoghi e di un terzo per chi collabora con la magistratura.

Introdotta una nuova fattispecie di reato: l'omessa bonifica. L'emendamento prevede che "chiunque, essendovi obbligato per legge, per ordine del giudice ovvero di un'autorità pubblica, non provvede alla bonifica, al ripristino o al recupero dello stato dei luoghi è punito, con la pena della reclusione da uno a quattro anni e con la multa da 20.000 a 80.000 euro".

Un altro emendamento riguarda la confisca delle cose che costituiscono il prodotto o il profitto del reato o che servirono a commettere il reato: sarà sempre ordinata, salvo che le stesse non appartengano a persona estranea al reato.

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