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Il rapporto “L’Italia del Riciclo 2019”, a cura di Fise Unicircular e Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, mostra che molte filiere – carta, vetro, plastica, legno, alluminio e acciaio – hanno superato, o quasi, gli obiettivi europei previsti per il 2025 e in alcuni casi anche quelli per il 2030.
Cresce meno invece il tasso di utilizzo circolare della materia che si attesta al 17,1%, quinta posizione in Europa.
 
Nel Rapporto si analizzano con attenzione tutte le diverse filiere.
 
La crescita della raccolta differenziata della carta e cartone aumenta costantemente, da Nord a Sud: gli imballaggi di carta e cartone immessi al consumo nel 2018 sono pari a 4,9 Mt, mentre la raccolta comunale nel 2018 ha sfiorato le 3,4 Mt, con una resa procapite di 56,3 Kg per abitante. Tuttavia, l’ampliamento della capacità produttiva non si è sviluppato ancora pienamente in termini di economia circolare e il dato della discarica (circa 21%) resta quasi inalterato rispetto al 2007.
 
Cresce, e di molto, la raccolta differenziata del vetro, aumentata del 37% negli ultimi dieci anni, in particolare dal 2017. Su questo fronte la criticità è dovuta invece a uno squilibrio tra domanda e offerta della filiera, aggravato dal peggioramento della quantità del materiale raccolto, per cui “sarebbe necessario sia migliorare la qualità del rottame sin dall’origine sia potenziare il recupero alternativo allo smaltimento in discarica”, spiega il Rapporto.
 
La filiera degli imballaggi in plastica, la cui produzione è in continuo aumento, ha registrato nel 2018 un incremento del 7%, +45% negli ultimi dieci anni. In questo settore resta tuttavia la necessità di trovare un equilibrio tra una raccolta che continua a crescere e potenzialità di riciclo che “allo stato dell’arte non sono infinite né quantitativamente né qualitativamente”. Più in particolare, ha spiegato sempre Ronchi, “occorre limitare le plastiche monouso, migliorare la riciclabilità, arrivare al 90% di raccolta differenziata delle bottiglie in plastica nel 2029 e del 30% delle bottiglie in PET entro il 2030”.
 
Per quanto riguarda l’organico, cresciuto incessantemente dal 1993, i problemi irrisolti restano la mancata introduzione di questa raccolta in alcune zone del paese e il mancato sviluppo di un’adeguata rete impiantistica, un ostacolo allo sviluppo del settore.
All’interno del Rapporto, un ulteriore studio (svolto da Ecocerved) permette di quantificare i rifiuti effettivamente trasformati in materie prime seconde (MPS), in modo da valutare il contributo del settore rifiuti ad una reale economia circolare, attraverso la sua integrazione con l’industria manifatturiera. Nel 2017 (ultimi dati), le 1.200 imprese dell’industria del riciclo che producono materie prime secondarie hanno trattato 18 milioni di tonnellate di carta, vetro, plastica, legno, gomma e organico (+15% rispetto al 2014), con conseguente aumento della produzione di materiali secondari (12 milioni di tonnellate di materie prime seconde per l’industria, +14%).
 
L’efficienza nella trasformazione dei rifiuti in materiali secondari è aumentata, ma non tanto rispetto al 2014: +10% per carta, vetro, plastica, legno, molto di più per l’organico (+43%).
“Se si considera il tasso di circolarità, esiste una grande potenzialità per il nostro Paese, visto che la quantità di materie prime che può essere coperta da riciclo può ancora crescere”, spiega Emmanuela Pettinao, ricercatrice area Rifiuti ed Economia circolare della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. “Questo significa più posti di lavoro e opportunità, ma significa anche meno emissioni, visto che gli studi indicano un legame tra circolarità e riduzione delle emissioni, specie per quanto riguarda i settori dell’acciaio e della plastica”.
Ed è proprio per intervenire sul fronte della circolarità che Andrea Fluttero, presidente di Fise Unicircular, invoca – a nome delle 10.500 aziende del settore – un pacchetto di misure ad hoc: “Chiediamo la certezza della cessazione della qualifica di rifiuto dopo adeguato trattamento, la promozione dei mercati del riutilizzo e dei prodotti realizzati con materiali riciclati, maggiori costi per lo smaltimento in discarica dei rifiuti indifferenziati, agevolazioni fiscali per l’uso di prodotti riciclati, il sostegno alla ricerca e all’innovazione tecnologica per il riciclo”.
 
Il documento integrale è scaricabile qui.

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