
Facciamo un tuffo in mare?
Capiamo come sta il mare, cosa sta mettendo in atto Corepla in nome della salvaguardia del patrimonio marino, e cosa possiamo fare noi!
Immaginate di scalare la catena montuosa dell’Himalaya (visto che ci siamo, è giusto immaginare in grande!). Metro dopo metro, arrivate con fatica alla vetta dell’Everest: ben 8849 metri sul livello del mare! E adesso, seduti lassù, cosa vedete? Nuvole? Picchi innevati? Iron Man che svolazzando fa “ciao” con la mano? Può darsi. Ma anche tanti, tantissimi rifiuti. Le continue spedizioni di coloro che si sono avventurati alla conquista della montagna più alta al mondo, arrivate fin lassù, non sono infatti riuscite a riportare a valle tutti i rifiuti prodotti: così, persino l’Himalaya è diventato una discarica a cielo aperto. E come tutto questo si collega al tema del mare?

I fiumi: nastri trasportatori di rifiuti
Semplice: i rifiuti sparsi per monti, boschi e valli, grazie a fiumi e torrenti arrivano dritti fino al mare e all’oceano.
I corsi d’acqua, infatti, si trasformano in nastri trasportatori, spostando i rifiuti fino al mare aperto. Per quanto riguarda la plastica, non parliamo solo di rifiuti di grandi dimensioni, ma anche di microplastiche.
Dai prodotti per la cura del corpo, ai detersivi, fino ai lavaggi di abiti sintetici in lavatrice: è da qui che provengono le microplastiche, perché solo in parte vengono trattenute dagli impianti di depurazione.
Tutto il resto finisce dritto nei fiumi e, come visto, in mare. La parte trattenuta, invece, finisce nei fanghi di depurazione, utilizzati come fertilizzanti nei campi coltivati. Ma ecco che l’azione della pioggia e dell’irrigazione spazza via i piccolissimi frammenti di plastica, portando anche loro, ebbene sì, nei fiumi e poi nel mare. Un vero e proprio ciclo di contaminazione infinito.
Il nostro mare
Da una ricerca dell’Istituto Oikos, organizzazione non-profit impegnata in Europa e nei paesi del Sud del mondo nella tutela della biodiversità e per la diffusione di modelli di vita più sostenibili, circa 53 mila tonnellate di plastica, ogni anno, vengono riversate nel Mar Mediterraneo, di cui ben l’80% è dispersa a terra. Rispetto a quanto succede negli oceani (le cui correnti accumulano i rifiuti principalmente al largo), nel nostro mare più del 20% dei rifiuti è destinato a tornare sulle coste entro un anno. Le attività costiere sono la causa principale della plastica dispersa in mare (il 78%), per lo più a causa di un’inefficiente gestione dei rifiuti che, con l’afflusso dei turisti in estate, peggiora ulteriormente: è stato stimato che il consumo delle risorse naturali di un turista, durante la sua vacanza, supera dalle 10 alle 100 volte quello di un residente! Sono davvero tante le persone prive di senso civico, che continuano a gettare rifiuti a terra, non capendo che quello che stanno inquinando è lo stesso ambiente in cui vivono (qui un video che ce lo fa capire bene in appena 1 minuto). Anche le attività in mare, con le reti, l’ attrezzatura da pesca, le cassette per il trasporto del pesce, hanno la loro responsabilità nella dispersione di oggetti in acqua (costituiscono il 18%): danneggiando non solo gli habitat marini e la fauna acquatica, ma intrappolando e uccidendo pesci e altri animali. Pensate: un semplice filo da pesca impiega 600 anni a deteriorarsi in mare! Se gran parte dei rifiuti galleggia sulla superficie, viaggiando per circa 10 anni spinta da venti e correnti, quella che si deposita sui fondali è praticamente impossibile da ripulire. Occorrerebbe un enorme aspirapolvere in grado di funzionare sott’acqua: ma come fare?
E il nostro contributo?
E mentre Corepla mette in campo le sue soluzioni, noi cosa possiamo fare? Noi abbiamo un ruolo determinante nella salvaguardia dell’ambiente (marino e non); impariamo dunque a seguire queste 3 regole d’oro:
- Non abbandoniamo i rifiuti nell’ambiente, mai, anche a costo di camminare qualche passo in più per raggiungere un cestino;
- Produciamo meno rifiuti, al grido di “riusa e ricicla”!
- Riduciamo il nostro impatto sull’ambiente: scegliamo la bicicletta o i mezzi pubblici invece dell’auto, mangiamo prodotti locali, consumiamo meno carne e pesce, isoliamo la nostra casa e controlliamo i consumi elettrici domestici!
Tutto questo, anche, per continuare a tuffarci in un mare blu. Noi, e le generazioni future.
Foto copertina by James Douglas on Unsplash

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